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Comune di Camporotondo Etneo
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Con
il Patrocinio del Comune di Camporotondo Etneo
PREMIO ANTONIO CORSARO
Scadenza per la presentazione delle opere: 15 marzo 2010
Premiazione Maggio 2010
L'iniziativa ha lo scopo di promuovere un singolare e per
certi versi straordinaria figura di prete, di poeta e studioso di
arte e di letteratura.
Antonio Corsaro, nato nel 1909 a
Camporotondo, ha insegnato presso la Facoltà di Magistero
dell’Università di Palermo, è stato incaricato per sette anni, a
partire dal 1967, dell’insegnamento di Letteratura francese.
Intimamente legato alla sua sciara assolata e all’azzurro siciliano,
appassionato del patrimonio linguistico e letterario della sua
terra, è stato un uomo di grande cultura e pertanto mai chiuso in
confini limitanti.
Antonio Corsaro (1909-1995) nasce a Camporotondo Etneo il 5 novembre
1909. Trasferitosi con la famiglia a Buenos Aires, aveva undici
mesi, perde il padre, che muore schiacciato dalle ruote di un tram.
Ritornato in Italia, entra nel seminario di Catania a dieci anni.
Ordinato sacerdote nel 1933, consegue la laurea presso l’Università
Cattolica di Milano e si inserisce nell’ambiente artistico,
partecipando attivamente all’Ermetismo.
Perfeziona i suoi studi nelle università di Debrecen (Ungheria) e di
Parigi. Già a partire dal 1937 iniziano le sue prime collaborazioni
a riviste letterarie e artistiche: sarà direttore di Art Club,
Cammino, Incidenza e di numerose altre riviste. Interessato ai
movimenti d’avanguardia darà vita al Verticalismo e, negli ultimi
anni, a Universalismo.
Prete senza parrocchia, ha insegnato da diverse cattedre: in
seminario e nei licei di Catania e Perugia. A Palermo poi, presso la
Facoltà di Magistero dell’Università di Palermo, è stato incaricato
per sette anni, a partire dal 1967, dell’insegnamento di Letteratura
francese.
Intimamente legato alla sua sciara assolata e all’azzurro siciliano,
appassionato del patrimonio linguistico e letterario della sua
terra, Antonio Corsaro è stato un uomo di grande cultura e pertanto
mai chiuso in confini limitanti. Viaggia molto, legge moltissimo e
scrive.
Scrive poesia, sempre, con la profondità della sua intelligenza e
l’armonia della sua ricca personalità artistica. I testi da Castello
Marino (1941) alle ultime Quartine cloniche (1993) mostrano un
itinerario poetico che si esprime in un linguaggio “fatto di
bagliori” e di ermetiche oscurità: ombre luminose le sue quartine,
che traducono la maturità stilistica di chi ha sempre vissuto la
poesia. Poesia come percorso conoscitivo, come profezia, come parola
di verità-bellezza.
Oltre ai versi scrive anche saggi, monografie, pièces di teatro,
testi di storia fra cui Il Real Collegio Capizzi di Bronte, una
delle sue ultime opere.
Critico letterario, spazia in campi diversi con competenza e
originalità: Ritratto come quartina, Forma e immagine in Villon,
Pascal e Proust, Il Nuovo teatro francese sono alcuni dei titoli
della produzione relativa agli anni universitari palermitani.
Finissimo conoscitore del patrimonio culturale francese, traduttore
di vari autori fra cui Mallarmé, Péguy, Bernanos, Claudel.
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